Questa mattina ho pianto sotto la doccia

Queste sono le mie considerazioni sulla strage di Parigi. La pagina di un diario, scritta di getto una mattina dopo una notte insonne.

Essere Sinistra

alone

di Salvatore VIVENZIO

Sabato 14 Novembre 2015.

Questa mattina ho pianto sotto la doccia. Ho versato le mie lacrime, per chi è morto e per chi morirà (di qualunque nazione, di qualsiasi religione). Ho pianto lì perché sotto la doccia l’acqua lava via le lacrime e ovatta i rumori. Ma non disinfetta le ferite. Quasi lo vedo, quel ragazzo con il kalashnikov. Anzi, lo sento.

E come lui altre decine, centinaia. Sento l’eco nella sua testa <>. Le stesse parole che gli ripetono migliaia di volte al giorno da quando è nato. Sotto quel tamburo, il giovane spara. Un colpo, due colpi, dieci, cento colpi. Mentre la paura esala la sua puzza, il sangue scorre e la vita lascia i corpi di ragazzi incolpevoli, un dio da qualche parte va a nascondersi. Una bandiera di religione viene calata come un velo per nascondere i veri interessi di coloro ai quali…

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Saggio su Expo 2015 | Articolo versione integrale.

Expo 2015 : Ma gli androidi mangiano pecore elettriche?

L’essere umano, come infettato da una malattia, si è evoluto in modo distorto dopo i primi secoli di esistenza. Ovviamente non è giusto generalizzare, non scadrò in nessun qualunquismo : una parte della nostra razza ha conosciuto il lusso e lo ha amato. Quella stessa parte è stata conquistata dal materialismo, dall’estetismo, ha iniziato ad adorare qualunque cosa apparisse preziosa, delicata, luccicante. L’uomo ha amato il lusso e non lo ha più abbandonato, continuando a sviscerare la propria ammirazione ossessiva per le grandi opere, i magnifici gioielli, gli splendidi metalli. Rifiniture, intarsiature, colori sgargianti, pietre preziose, strutture gigantesche. Così l’uomo ama l’inutile e ne fa un vanto, così l’uomo ostenta il lusso e si crogiola nella ricchezza. Nell’Inghilterra industrializzata della metà del diciannovesimo secolo il Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, pensò bene che anche i miliardari dovevano trovare una distrazione. Tralasciando per un attimo l’ironia, l’idea del Principe era sicuramente affascinante : una volta ogni cinque anni tutte le nazioni del mondo avrebbero esposto, in un gigantesco parco costruito appositamente, opere e prodotti tipici appartenenti alla propria cultura. Un’idea multiculturalista che avrebbe abbattuto ogni diversità pur di creare un microcosmo condivisibile da chiunque, nel quale mostrarsi come nazione e come popolo. Così abbiamo la Tour Eiffel, costruita per l’Esposizione Universale di Parigi del 1889, il progetto per la Statua della Libertà e tantissime altre belle e costose chincaglierie. Oggi però abbiamo problemi diversi, possediamo una coscienza più sviluppata, dovremmo essere grandi. Quindi per l’Expo 2015 di Milano le Nazioni Unite hanno deciso di scegliere un tema che sta a cuore all’intero pianeta Terra : l’alimentazione. “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Questo è il motto sul quale è stato costruito l’Expo, ma alla base di questo evento abbiamo molto altro. Ingrediente numero uno : ipocrisia. Sì, perché come possiamo vedere negli svariati servizi riguardo la Fiera di Milano dell’ultimo mese, all’Expo viene buttato più cibo di quanto non se ne consumi. Ogni sera grossi camion vanno a ritirare quintali di cibo in sacchette per i rifiuti. Così nutriamo il pianeta, buttando cibo per il quale un bambino Africano, Thailandese, Palestinese, ucciderebbe. Allora sorge spontanea la domanda, chi stiamo nutrendo? Quale parte del pianeta stiamo nutrendo? Non è forse sempre la stessa, quella di McDonald e Coca Cola, sponsor ufficiali dell’Expo? Non sarà quella di Nestle, Ferrero, Lindt e altre decine di multinazionali che si arricchiscono e ingrassano alle spalle dei poveri ragazzi costretti a lavorare come volontari all’Expo? Non stiamo forse nutrendo chi uccide questo pianeta? Chi impedisce a quella parte del pianeta che non ha cibo di nutrirsi e di avere una normale esistenza? Continua l’ostentazione del lusso, con pranzi da centinaia e centinaia di euro, con padiglioni affittati per aperitivi da migliaia di euro, con personaggi illustri che si muovono come aironi accompagnati da escort di lusso e scorte. Ingrediente numero due : cemento. Ripetiamo insieme lo spot di Expo 2015 : “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Suona bene, però perché per realizzare Expo sono stati utilizzati 110 ettari di terreni agricoli? Alcuni di questi sono stati espropriati da contadini, che su quei terreni lavoravano. Questo vi sembra il modo di nutrire il pianeta? Sapete quanto è grande l’Expo? Si tratta di 1,7 milioni di metri quadrati di cemento. Ma io non parlo solo di cemento inteso come materiale, cerco di andare un po’ oltre. Mi sembra che all’Expo ci sia stata anche una grossa colata di cemento dell’anima, considerando che il primo giorno era maggiore il numero delle forze militari impiegate per la vigilanza che quello dei visitatori (e quindi dei biglietti venduti). A me, questi dati, danno i brividi. All’Expo, almeno il primo giorno, c’era più paura che interesse. Ingrediente numero tre : corruzione. Perché senza prenderci in giro, noi Italiani siamo i maestri delle mazzette, degli affari con la mafia, della corruzione in generale. Decine di arresti, sia a “destra” che a “sinistra” (Gianstefano Frigerio a destra, Primo Greganti a sinistra, per dirne un paio) tangenti da 40 mila euro, affari con la ‘ndrangheta (condannato l’ex senatore di Forza Italia Grillo). A tutti, in Italia, piace rubare. A tutti piace mangiare e così invece di nutrire il pianeta, nutriamo quei politicanti da quattro soldi che da venti anni ci mettono le mani in tasca senza ritegno. Ingrediente numero quattro : apparenza. Ovviamente deve apparire tutto fantastico, tutto bello, tutto tranquillo, tutto giusto, tutto normale. Allora è nella norma che nazioni come la Thailandia, l’Angola ed il Vietnam possedessero strutture a tre piani, dotate di tecnologie e display da migliaia e migliaia di euro mentre la loro gente, in patria, muore di fame. Ma all’Expo 2015 conta solo ciò che si vede e non ciò che c’è dietro, quindi siate felici e sorridenti. Spendete i vostri soldi, ballate e mangiate, senza pensare alla corruzione, alla mafia, ai contadini impoveriti, ai bambini che muoiono di fame, alle multinazionali gestite dagli uomini peggiori di questa terra a cui state regalando potere e ricchezze, poiché vi comunico una novità : non importa! Non importa a nessuno! Stiamo ostentando il lusso, guardateci, siamo così belli con i nostri vestiti di merda placcati in oro. Stiamo tutti bene. Non c’è nessun cancro che ci divora dall’interno. E se anche ci fosse, voi non guardatelo! L’Expo idealmente è un concetto fantastico : un piccolo mondo in cui abbattere tutte le barriere di provenienza, nazione, razza, colore della pelle, esaltando allo stesso tempo la propria cultura. L’Expo, idealmente, è un sogno meraviglioso di pace e giustizia in cui si sta tutti uniti a prescindere da qualsiasi cosa, cancellando tutti gli “idola” di Baconiana memoria. L’Expo è allo stesso tempo come dovrebbe essere il mondo e come è in realtà : un sogno, però marcio. Un sogno che si trasforma in un incubo. Sicuramente visitare l’Expo 2015 vi farà riflettere, poiché in quanto luogo pieno zeppo di contraddizioni non può fare a meno di essere luogo di riflessioni. Quando vi ritroverete lì, magari dopo aver letto queste parole, chiedetevi che mondo stiamo lasciando ai nostri discendenti come avrebbe fatto Hans Jonas. Cosa stiamo costruendo? Cosa diavolo stiamo combinando? Accecati da lucine e colori, da tecnologia e cemento, stiamo dimenticando e soffocando la terra sotto i nostri piedi. Stiamo diventando schiavi, esseri sottomessi a noi stessi. Creature virtuali, dalla forma e dalla mente tecnologiche. Ci stiamo dimenticando di poter vivere solo di aria, di acqua, di sole, di terra, di piante. Stiamo andando troppo oltre, abbiamo perso l’equilibrio e rischiamo di cadere. Non siamo macchine, siamo uomini, e non troveremo mai la felicità all’interno di nessun calcolo, di nessun computer, di nessun padiglione di cemento. Potremo trovare la felicità solo all’interno della nostra umanità, a patto che non perdiamo l’umanità stessa prima di riuscire a scovare la felicità. Per questo il consiglio che posso darvi, quando andrete a visitare l’Expo 2015 è di non farvi ingannare. E’ di non farvi distrarre. Proveranno a farvi credere che è ciò che luccica, ciò che è colorato, ciò che si illumina, ad essere importante. Proveranno a convincervi che va tutto bene, che nulla di ciò che c’è dietro le quinte importa. Voi non credetegli. Voi ricordatevi che siete fatti di carne ed ossa e non di codici, ferro e cemento.  La differenza tra un uomo ed una macchina è che una macchina si limita ad eseguire mentre l’uomo riflette sull’ordine che gli è stato dato. Voi dovete pensare. Voi dovete riflettere. Anche se vi diranno che non importa, anche se vi diranno di non guardare. Voi guardate. Spingete il vostro sguardo più in là. Cercate di capire dove stiamo sbagliando, solo così potremo comprendere chi stiamo nutrendo e chi dovremmo nutrire. Dobbiamo ricordare a tutti quanto schifo c’è sotto quella vernice dorata, poi starà a loro scegliere da quale parte andare, quale parte aiutare. Vi diranno di non guardare ed invece voi guarderete e se non vi piacerà neanche un po’ ciò che state guardando allora complimenti, perché siete ancora umani.

Salvatore Vivenzio

L’anima dell’uomo tra scienza e fede.

“L’anima dell’uomo tra scienza e fede” nasce come saggio scolastico di filosofia per affrontare il tema della nascita della scienza moderna e degli impedimenti da parte della religione. Essendo stato questo saggio/articolo molto apprezzato (e ritenendolo davvero attuale) ho deciso di proporlo sul mio blog in modo da dire la mia su uno degli argomenti più discussi della storia umana : la contesa tra scienza e fede. Alcuni documenti facevano parte della traccia obbligatoria da seguire e sono stati quindi inseriti cercando di amalgamarli con il testo. Spero di non offendere nessuno e che tutti possano apprezzare. Ovviamente : tutti i diritti sono riservati.

 

“Io,Galileo Galilei,dell’età d’anni settanta,essendo stato giudicato con cuor sincero e fede non finta,abiuro,maledico e detesto i suddetti errori e eresie e qualunque altro errore e setta contraria alla Santa Chiesa. Di mia propria mano ho sottoscritta la presente abiurazione e recitatala di parola in parola in Roma,nel convento di S.Maria Sopra Minerva.”

science

Così nacque e morì la scienza moderna,il 23 Giugno del 1633,nel Palazzo dell’Inquisizione di Roma. Galileo fu costretto ad una scelta senza appello : o le proprie idee o la propria vita. Scelse la morte delle proprie idee per aver salva la vita,ma forse Galileo sapeva che le idee non muoiono mai. Il metodo e la rivoluzione scientifica partono da Copernico,passando per Keplero. Già allora la Chiesa censurò i libri dei due scienziati,per cercare di nascondere idee e verità. Perché? Forse perché il potere della chiesa si basa sull’ignoranza,forse perché l’uomo che esce dalla caverna ha paura della luce e preferisce il buio. L’evoluzione della scienza avrebbe smontato miracoli e certezze,avrebbe messo in dubbio la Bibbia e quindi la stessa “parola di Dio”,ridicolizzando apostoli e profeti. Avrebbe portato una coscienza diversa,avrebbe smascherato la finzione,mostrando la realtà per ciò che è : un calcolo matematico. In una civiltà evoluta è difficile credere ancora oggi ad un Dio onnipotente,è difficile prendere alla lettera i racconti della Bibbia. La scienza disillude gli esseri umani e li rende più realisti. Gli uomini del Clero erano e sono legati alle proprie credenze,hanno sempre sfruttato l’ignoranza a proprio favore,illudendo e ingannando generazioni di bigotti e analfabeti. La Chiesa (proprio come la politica) non vuole un uomo sveglio,ma un uomo a cui può far credere tutto ciò che gli viene detto. Per questo la scienza risulta nemica,che rende gli uomini eccessivamente disincantati e non più pronti a prendere ogni parola per oro colato. Il Paradiso e l’Inferno,la Creazione e l’Apocalisse,con l’avvento della scienza moderna sono difficili da non classificare come barzellette. Forse la scienza avvicina l’uomo a Dio,rendendo il rapporto con la Chiesa ancor più complesso. Galileo supportò la tesi di Copernico che poneva il Sole al centro dell’Universo e non più la Terra. Con il suo metodo scientifico dimostrò tale tesi e ipotizzò che la Terra ruotasse intorno al Sole. Ciò andava contro gli insegnamenti della Bibbia (e contro quelli di Aristotele) e anche quando fosse stato comprovato,non poteva essere reale nella concezione ecclesiastica. Poiché i suoi sudditi sfruttano Dio per trarne potere,non possono vedere la Sua parola messa in dubbio,in quanto ciò li priverebbe del proprio potere. Galileo (nonostante le prove,nonostante le dimostrazioni) diviene un bugiardo,costretto a rimangiarsi la sua parola,se avesse voluto continuare a vivere. Che assurdo oltraggio all’integrità,all’onore e all’anima di un uomo costringerlo a scegliere tra l’idea (o l’ideale) e la vita. Così la Chiesa,ancora una volta,si macchiò di torture,di sangue e di orrori. Galileo,che abiurò,fu risparmiato,ma filosofi,letterati,scienziati e ecclesiasti stessi furono vittima di questa Inquisizione atta a fermare l’evoluzione del pensiero. Basti ricordarsi della statua a Campo de’ Fiori che rappresenta Giordano Bruno,frate e filosofo,bruciato come eretico nella stessa piazza. Oggi la situazione è cambiata,di sicuro la Chiesa ha perso potere,ma resta ancora salda ad alcuni precetti. Riesce ad avere voce in capitolo in questioni di importanza internazionale,in alcuni casi bloccando comunque il progresso scientifico. In alcune nazioni una madre è costretta a mettere alla vita un figlio che vivrà un’esistenza di dolori e torture,poiché malato inguaribile già dalla nascita. Una madre è costretta a relegare il figlio in una condizione di sofferenza,in un limbo di afflizione,senza scelta. In alcune nazioni una madre è costretta a morire per il bene di un embrione in formazione,senza libertà di decisione. Una donna è condannata a morte contro la propria volontà. In alcune nazioni una donna è costretta a mettere al mondo il figlio di una violenza,che probabilmente non amerà mai. “Quando una religione ha la pretesa di imporre la sua dottrina all’umanità intera, si degrada a tirannia e diventa una forma d’imperialismo.” Scrisse in uno dei suoi saggi il premio Nobel Rabindranath Tagore. Così la religione bandisce l’aborto,costringendo ad atroci pene milioni di donne. La stessa mano ferma che giudica l’aborto è totalmente contraria alla cura tramite cellule staminali,in quanto esse vengono ottenute tramite la distruzione di un embrione. Eppure esistono embrioni artificiali,creati in laboratorio,che non hanno le caratteristiche per divenire in futuro esseri umani e se anche venissero impiantati in un utero difficilmente riuscirebbero a svilupparsi. Queste creazioni non hanno pensieri o volontà,sono solo organismi in costruzione,che posseggono cellule che potrebbero invece salvare davvero delle vite umane,respiranti,viventi,pulsanti. Eppure la Chiesa è fermamente contraria a questa pratica,anche se effettuata su embrioni che teoricamente sono già morti. Intanto la cura tramite cellule staminali si sta dimostrando una risorsa miracolosa laddove è legale : la piccola Irene Martini,una bambina italiana,è stata curata alla Duke University,in North Carolina. Nata con una paralisi celebrale,le sue condizioni sono notevolmente migliorate infatti dopo due trattamenti la bambina riesce finalmente a parlare ed a muoversi,oltre a rispondere positivamente ai test. Ma d’altronde fino al 1968 la Chiesa non ammetteva nemmeno i trapianti, anzi, li vedeva come una violazione della vita, li equiparava all’omicidio. Per questo il famoso scrittore e oncologo italiano Umberto Veronesi scrive in uno dei suoi libri : “Scienza e fede non possono andare insieme, perché la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di mettere in dubbio i misteri e i dogmi”. Per questo la scienza ha dovuto faticare per nascere e svilupparsi,combattere contro l’ignoranza,contro la chiusura delle menti (di Chiesa e non). Galileo Galilei fu costretto ad abiurare,Copernico e Keplero furono censurati,Giordano Bruno fu arso vivo,ma come ho già detto,le idee non muoiono mai. “Qual è il parassita più resistente? Un’idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte.” Recita Leonardo Di Caprio nel famoso Inception di Christoper Nolan,a piena ragione. Una rivoluzione pacifica,una rivoluzione del pensiero,non può essere fermata. Da Bacone a Cartesio,da Boyle a Newton,fino ad arrivare ad Einstein e Hawking,il progresso scientifico non si è più fermato. Le idee sono state più forti di qualsiasi fuoco,combattendo per mostrare la luce,la verità. La scienza ha illuminato le nostre vite,dandoci una nuova consapevolezza. Sicuramente la religione non è l’unica medaglia ad avere una faccia da mostro. Einsten prima nel suo “L’Evoluzione della fisica” (1983) e Ekland poi in “Il migliore dei mondi possibili” (2001) ci mostrano come la scienza possa essere usata come chiave per scoprire,leggere ed interpretare il codice della natura. Eppure molto spesso l’uomo non si limita a questo,non si ferma ad una “nuova e specifica forma di comunicazione con la natura”,come scrivono Prigogine e Stengers in “La nuova alleanza” (1981),ma usa la scienza per dominare la madre terra,per impossessarsi di essa. L’uomo,con l’evoluzione della scienza,non si accontenta della comunicazione ma decide di voler comandare sulla natura. Successivamente anche la scienza (come la religione prima) diverrà arma,da usare contro gli uomini stessi. Ma questo non per colpa degli scienziati,uomini forse troppo appassionati,ingenui e fiduciosi. Einstein scoprì la formula dell’energia atomica,non inventò la bomba atomica. Furono altri,uomini politici,uomini d’affari,predatori,a trasformare la scienza in un’arma. Lo stesso Albert Einstein dopo l’utilizzo della Bomba H a Nagasaki ed Hiroshima dirà in un’intervista : “L’uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi”. Una razza “terribilmente umana” colpevole di essere più stupida di quelli che chiama animali, fallace e costretta all’errore. Anche la scienza,tra le mani dell’uomo che diviene lupo feroce,muta in arma. In un’arma che avrebbe ucciso milioni di persone. Possibile che l’uomo non sappia fare altro che uccidere? Possibile che l’atto che maggiormente si sia ripetuto nella storia umana (dall’inizio dei secoli) sia l’assassinio? Troppo spesso scelto come risposta semplice a molte problematiche. Ora bisogna chiedersi qual è l’arma più pericolosa,più terrificante,la scienza o la religione?  Nessuna delle due nasce come arma,eppure sotto l’influenza dell’uomo divengono qualcosa di spaventoso. L’uomo è davvero il mostro capace di corrompere ogni cosa? Ma qualcuno,compreso me,oltre alla scienza,all’omicidio,alle armi,alle religioni e agli estremismi,crede ancora che il mondo sia qualcosa di più,poiché insieme all’assassinio,l’atto più praticato nella storia dell’umanità è l’amore. C’è chi crede in quel “margine di imprecisione” in quel “pressappoco” di cui Koyre scrive nel suo “Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione” (1967). Io stesso credo ancora in una coscienza,in un’intelligenza,in uno spirito, in un’anima non religiosa ma umana che,come scriveva Leibniz è “specchio vivente dell’universo”. Tra la religione,secondo Marx “oppio dei popoli” e la scienza,arma tra le mani dell’uomo,credo ancora che l’animo umano sia l’unica cosa che può salvare l’esistenza dell’uomo. Che,come durante i periodi più bui e quelli più lucenti,ci sia ancora bisogno dell’immortalità delle idee,di una rivoluzione pacifica,del pensiero. E sempre ci sarà bisogno del tumulto delle idee,dello scalpitare dei pensatori,fin quando la razza umana sarà viva ella dovrà pensare. Dovrà contorcersi e ribaltarsi,in cerca di nuova linfa e di nuove idee,difendendo le vecchie. Dovrà combattere per la libertà e per quell’anima,che tra uomo e stato,tra religione e scienza,non deve morire mai.

 

Salvatore Vivenzio

 

 

Scaletta : Abiura di Galileo Galilei.

Tagore sulla religione.

Irene Martini e la cura con cellule staminali.

Veronesi sul rapporto tra fede e scienza.

Nolan sulle idee da Inception.

“L’evoluzione della fisica” di Einstein e Infeld.

“Il migliore dei mondi possibili” di Ekland.

“La nuova alleanza” di Prigogine e Stengers.

Einstein sulla Bomba H.

“Dal mondo del pressappoco” di Koyre.

Leibneiz sull’anima.

Marx sulla religione.

Diritti riservati.

Questo non è un articolo. E’ solo per ricordare a tutti,provvisti e sprovveduti,che la totalità di ciò che viene condiviso su questo blog ha dei diritti riservati (che ovviamente sono miei). Ogni copia,imitazione,utilizzo non concesso,è da considerarsi un reato perseguibile dalla legge. Non sono così presuntuoso da pensare che qualcuno voglia copiare la robaccia che scrivo,ma di stupidi ce ne sono,quindi meglio ribadirlo. La maggior parte delle immagini che utilizzo sono prese dal web a scopo puramente illustrativo,quindi i diritti rimangono dei legittimi proprietari (che potranno chiedermi di toglierle se per loro è un disturbo) e non sono intaccati. Solo questo,buon proseguimento.

Salvatore Vivenzio

Il peso dell’arte in Italia.

L’altro giorno mi stavo chiedendo : qual è il peso dell’arte in Italiana? La risposta sarebbe un numero molto basso,sicuramente. Nell’ultimo periodo,nonostante l’orgoglio che mi caratterizza,avevo deciso di cercare qualche pagina (o blog) per sponsorizzare un po’ ciò che scrivo,ma anche per rispondere alla domanda che mi affliggeva. Ci sono varie pagine Facebook che si occupano di aforismi,di letteratura,di recensioni,quindi ho fatto un giro,ho scelto le più serie,quelle che ritenevo più adatte e ho cercato di spiegargli un po’ la mia situazione. La reazione è stata incredibile : più le pagine si spacciavano per salvatori/salvatrici e paladini dell’arte,più erano restii a dare una mano. “Noi non condividiamo articoli”,”noi non facciamo pubblicità”,”mi dispiace ma non ci interessa”,”non siamo un concorso di poesia” e chi più ne ha più ne metta,vi ho risparmiato le più volgari. Molti hanno direttamente evitato di rispondermi. Cosa era stato chiesto a tali paladini? Semplicemente di leggere qualche articolo scritto da me e,se li avessero ritenuti interessanti, di condividerne uno ogni tanto,nulla di eccessivamente complesso,screditante,assurdo o disonorevole. Quindi l’Italia,ancor più sui social network,si riconferma il paese dell’apparenza più che della sostanza. Paese delle pagine strappa like,paese in cui i commenti sono tutto,paese in cui l’importante è far parlare di se. Prima l’involucro e poi la sostanza. Quindi i paladini della cultura e dell’arte,i condivisori irrefrenabili di frasi che spaziano da Tolstoj a Hemingway,da Kafka a Kerouac si sono dimostrati solo fumo,incapaci di comprendere l’importanza di supportare giovani appassionati che tentano in qualche modo di fare quanto più di simile all’arte gli riesca. Non sarebbe ogni tanto meglio condividere una frase di un giovane esordiente italiano invece del solito Bukowski? Non sarebbe meglio postare un articolo di un piccolo ma meritevole blog che il solito preconfezionato dall’intelletualoide presunto critico di turno? Così si salva l’arte,supportando chi ancora prova a farla. Chi ci crede e chi la ama. Non postando quadri di Dalì e frasi di Leopardi. O meglio,anche in questo modo,ma ogni tanto bisognerebbe rivolgersi a chi ancora prova a creare il suo percorso e non a chi l’ha tracciato da tempo. I giovani che tentano la via dell’arte in questo paese sono ostacolati da mille peripezie,per questo l’incapacità di darsi una mano,di collaborare,di aiutarsi,rischia di far crollare ancor più nel baratro le speranze di molti di noi. Basterebbe stringersi un po’ tra simili,una condivisione,un aiuto. Oppure,per quanto potremo sopravvivere,noi bestie in estinzione?

Volevo però anche dire che ho trovato molto più spazio e disponibilità su blog letterari che hanno accettato volentieri di segnalare il mio romanzo,qualcuno proponendosi anche di recensirlo o di farsi sentire per un’intervista. I blog di solito li condivido un po’ su tutti i miei canali social,mentre in questo caso vorrei riportare i link delle uniche due pagine che hanno accettato di collaborare con me (probabilmente scriverò anche qualcosa per una terza) che sono Quaderni dall’Inferno : https://www.facebook.com/QuaderniDallInferno e Il Club del libro,leggere per vivere : https://www.facebook.com/pages/Il-Club-del-Libro-leggere-per-vivere/442336809144483. Ringrazio le pagine e vi consiglio di seguirle poichè oltre a condividere riescono a postare anche ottimi contenuti. Per finire,spero che qualcuno ascolti i miei consigli. Se non vogliamo estinguerci,ci tocca stringerci un po’.

Ah,è partito il Blogtour di Awake,il mio secondo romanzo. Magari gli date un’occhiata (c’è la possibilità di vincere una copia gratuita del romanzo) : https://www.facebook.com/events/497127963761099/permalink/498670506940178/

Salvatore Vivenzio

 

 

Scheda : Awake di Salvatore Vivenzio.

Titolo : Awake

Autore : Salvatore Vivenzio

Casa Editrice : Genesis Publishing

ISBN Kindle: 978-88-98769-51-3

ISBN ePub: 978-88-98769-52-0

Pagine : 50

Prezzo : 1,99 €

Anno : 2014

Link Amazon per l’acquisto (formato Kindle) : http://www.amazon.it/Awake-InProsa-Salvatore-Vivenzio-ebook/dp/B00P8F7Z9Q/ref=sr_1_1_twi_1?s=books&ie=UTF8&qid=1415184523&sr=1-1&keywords=awake

Link Rizzoli per l’acquisto (formato Epub e Pdf) : http://libreriarizzoli.corriere.it/Awake/0WusEWcVmLUAAAFJTtsJ8n5T/pc?CatalogCategoryID=x_esEWcWR5oAAAErWbkdhq_J&Root=eBook

Booktrailer : https://www.youtube.com/watch?v=Fxlbl4qFxTY

Per maggiori informazioni : http://www.thegenesispublishing.com/#!awake/cwgp

Trama : John Flashword, reduce da un’intricata esperienza di vita, decide di raccontare la sua breve e affascinante storia: un’esistenza andata in frantumi la sua, che vede crollare dinanzi a sé qualsiasi progetto e aspettativa. Sarebbe voluto essere un grande regista, uno scrittore di fama internazionale, persino un pittore e invece si ritrova impiegato, con un misero salario, seduto per ore con lo sguardo fisso dinanzi a un computer.Tutte le aspirazioni di quel bambino che aveva affrontato troppo per la sua età: il bullismo, l’assenza di veri amici, l’essere eclissato da un fratello brillante, un padre solito al gioco d’azzardo e al consumo di alcool, sono state disilluse; ed è proprio l’alcool uno dei protagonisti: “il sedativo per lenire il dolore, la tossina per annientare se stessi”, il veleno che accompagna John nel corso di tutta la sua avventura.È forte il legame fra le due parti in cui è frammentato il suo animo cioè la facciata esterna dell’uomo che assapora le gioie della vita, privo di preoccupazioni e l’animo interiore, in continua lotta con se stesso, con quell’uomo con la cicatrice che lo opprime e lo penetra con i suoi occhi vacui. La sua mente è la sua prigione, il suo aguzzino le sue catene. A niente valgono i tentativi di evasione, nessuno è disposto a tirarlo fuori, né Morte, né Amore.In un contesto di degrado, un paese senza dèi che non si occupano dei suoi figli, lasciandoli alla smania della loro caotica umanità, si svolgono gli assurdi eventi.Così si trascina l’esistenza del protagonista, sospesa sul baratro della follia, in una continua sopravvivenza, alla ricerca disperata di una dimora dove porre fine al suo estenuate viaggio. Prima della decisione finale, prima di scegliere la soluzione, l’unica. Ma senza alcuna certezza sul suo finale.

Bum.

Il sudore freddo gli impregnava la fronte. Le labbra avvolsero la canna dell’arma​. Il ferro ghiacciato sulla pelle lo fece quasi sentire vivo. Lui prese a piangere e da qualche parte iniziò a piovere. Era disperato. Aveva sbagliato tutto. La mano tremava,sul grilletto. Turbato dai tremori,lo spinse indietro . Un solo frastornante rumore. Bum. Il cielo pianse. Il vento fischiò. I vulcani esplosero. La terra tremò. E da qualche parte,dietro le nuvole,Dio si era appena sparato.

Salvatore Vivenzio​

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Radioactive

Radioactive è il primo romanzo di Salvatore Vivenzio.

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Titolo : Radioactive

Autore : Salvatore Vivenzio

Casa Editrice : Montecovello Edizioni

Isbn: 9788867333936

Pagine : 112

Formato : A5

Prezzo : 12,90.

Disponibile in ebook a : 3,90.

Anno : 2013

Link Ibs per l’acquisto : http://www.ibs.it/code/9788867333929/vivenzio-salvatore/radioactive.html

Recensioni : http://www.sololibri.net/Radioactive-Salvatore-Vivenzio.html

Booktrailer : https://www.youtube.com/watch?v=m9Lk-ybsPmQ

Trama : Ruè è una piccola isola al largo dell’Australia, un’oasi di pace per molte persone che sono riuscite a sfuggire a una guerra devastante. Divenuta proprietà americana, questa terra viene presto trasformata in terreno per esperimenti nucleari. Così, coloro che credevano di aver resistito e vinto, di aver trovato la pace, si ritrovano a dover fare i conti con le terribili radiazioni che inquinano la terra e l’acqua di quell’apparente paradiso. Attraverso il racconto e le riflessioni di Victor, il giovane protagonista, si assiste alla nascita e distruzione di una nuova era, popolata da incubi, orrori, violenza. In questo mondo deformato anche l’amicizia, gli affetti, il coraggio acquistanoun senso nuovo. In questo mondo ostile, primordiale e selvaggio la parola d’ordine: sopravvivere.