La violenza nei media : Diabolik e il cinema (Arancia Meccanica; Videodrome).

Partiamo dal presupposto che questo è un articolo troppo serio per un’introduzione. In edicola da martedì 22 luglio con la Gazzetta dello Sport sarà possibile acquistare la nuova collana “Diabolik Nero su Nero”. Diabolik nacque da un’idea di Angela Giussani che volle creare un prodotto per gli abituali viaggiatori in treno. Dopo un’attenta indagine di mercato Angela capì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli e decise di cimentarsi nel genere con delle storie a fumetti che fosse possibile leggere durante il tragitto. Il primo numero uscì il primo Novembre del 1962 con il titolo di “Il Re del Terrore”,prodotto dall’Astorina. Questa nuova proposta della Gazzetta vuole valorizzare opere che si legano alla cronaca nera. Ed io ne ho preso spunto per rileggere alcuni vecchi volumi che posseggo (a partire da una ristampa del primo numero). Dopo aver letto una decina di numeri ho iniziato a chiedermi chi fosse Diabolik. Certo,anche nella serie attuale le provenienze originali del Genio del Crimine non sono ben spiegate. Sappiamo che si tratta di un orfanello naufragato su di un’isola abitata da svariati criminali. Ma non parlavo di questo. Mi stavo interrogando sulla personalità dell’uomo dagli occhi di giaccio. Per i lettori (come me) dell’ultima ora Diabolik apparirà come un efferato criminale,un semplice malvivente dal cuore di pietra capace di sfruttare il proprio genio per mettere a segno mirabolanti colpi. Diabolik è geniale,violento,glaciale,brutale e disposto a tutto per raggiungere il suo apparente obbiettivo : i soldi. Eppure,dopo un primo studio del personaggio,io ho maturato un’altra idea. Nove anni più tardi,nel 1971,uscirà al cinema un indiscusso capolavoro. Grazie al genio del regista Stanley Kubrick prende vita sul grande schermo un’interessante distopia di  Anthony Burgess : lo psicopatico e ultraviolento Arancia Meccanica.

arancia

Cosa diavolo c’entra con Diabolik? Arancia Meccanica racconta le gesta del famigerato Alex DeLarge,giovane benestante annoiato dalla monotonia della propria vita. La copertina del film recita “Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l’ultraviolenza e Beethoven”. Infatti Alex se ne va in giro per la propria città a pestare barboni e molestare signore,tra risse e stupefacenti,con i suoi scagnozzi rinominati “drughi”. Arancia Meccanica rappresenta la decadenza della gioventù quanto dell’intera società odierna,la caduta alla quale la razza umana è destinata. Perché Alex picchia vecchietti e molesta signore? Per il gusto di farlo. E’ molto semplice. Lui prova piacere,gode,nel fare del male agli altri. Lo fa sentire vivo. Diverso. E’ l’unica cosa ad attrarlo oltre alla musica classica. La violenza lo ravviva,lo attira,come una luce farebbe con una falena. E’ qualcosa di nuovo,che abbatte gli schemi,supera i limiti. Qualcosa che impegna il fisico e la mente. Un atto sbagliato e malato che per il giovane Alex è quanto di più vicino ci sia all’amore,poiché esegue entrambe le cose con eccessiva passione. Ora lasciatemi fare un’altra citazione cinematografica,poi collegherò il tutto : Nel 1983 esce in tutti i cinema Videodrome del cineasta David Cronemberg. Il film narra di Max Renner,proprietario di un piccolo canale televisivo che manda in onda solo programmi incentrati sul sesso e sulla violenza. Perché? Perché secondo Max questi due concetti attraggono passionalmente gli uomini,riportandoli al loro stato primordiale. La violenza ed il sesso spingono l’uomo verso il suo lato selvaggio,animale. Sfruttano l’istinto per attrarre l’uomo,proprio come Alex era attratto dalla sua tanto amata ultraviolenza. Quindi Max trasmette programmi di sesso e violenza per attirare maggiore pubblico. E non era forse ciò che voleva fare lo staff di Kubrick portando quella frase sulla locandina del film? Quando gli uomini avrebbero letto “stupro” e “ultraviolenza” non sarebbero tutti corsi al cinema? Infatti Arancia Meccanica fece incredibile scalpore,ogni giornale ed ogni telegiornale spese più di un servizio per il film. Spesso non comprendendo che l’opera di Kubrick era una critica sociale e non un invito. Era la visionaria prospettiva di un terribile futuro che avanzava. Eppure queste opere influenzarono terribilmente la cultura ed i costumi che li succedettero. Successivamente all’uscita del film molti giovani provarono ad imitare le gesta della banda di Alex. Numerosi articoli di cronaca nera riportavano collegamenti ad Arancia Meccanica,in qualunque parte del mondo.

diabolik

Torniamo al nostro Genio del Crimine,il temibile Diabolik. Quella dello staff di Arancia Meccanica non fu anche la stessa scelta delle sorelle Giussani? Un terribile antieroe con un costume scuro,che uccide in modo cruento,spesso evitando armi da fuoco. Preferisce accoltellare le sue vittime,per osservare il sangue che sgorga. Un ladro e un assassino. Sui primi numeri di Diabolik potremo leggere la scritta “Il fumetto del brivido”. Sulla copertina di “Il Re del Terrore”, appaiono gli occhi di ghiaccio e la maschera nera del nostro tetro killer,dietro alla raffigurazione di una donna che urla,terrorizzata. Diabolik,già il solo nome vuole spaventare. Vuole rappresentare qualcosa di fondamentalmente sbagliato. Spaventoso. Tetro. Ed è proprio questo che manca al mondo dei fumetti. Abbiamo Tex,abbiamo Superman,abbiamo Captain America. Ma non abbiamo la loro controparte. Non abbiamo un nemico. Non era mai esistito prima un fumetto in cui il protagonista fosse allo stesso tempo il cattivo. Le sorelle Giussani lo sanno. Proprio come Max Renner venti anni dopo,sanno che la violenza attirerà i lettori.E qui si conclude il mio studio del personaggio. Per me,il primo Diabolik (quello delle Giussani,appunto) è semplicemente l’antenato di Alex DeLarge. Un antenato più cupo. Più malvagio,se vogliamo. Ma la sua vita è dedicata agli assurdi colpi che escogita. Secondo il mio punto di vista lo scopo di Diabolik non sono i soldi. Lui vuole solo essere il “Genio del Male”. Vuole solo apparire come la progenie del demonio. Diabolik vuole fare del male. Vuole mettere in atto i suoi colpi impensabili,dimostrando di essere un imprendibile genio.  Vuole creare scompiglio nelle vite degli altri,sfruttare delle povere donne,vuole uccidere e rubare per il gusto di farlo. Vuole essere il migliore. Superiore alla sua nemesi in tutto e per tutto. Spesso Diabolik è scappato sotto il naso dell’ispettore Ginko,e proprio in quelle occasioni i suoi occhi di ghiaccio sono apparsi più vivi che mai.  Proprio per questo gusto adrenalinico il personaggio creato dalle Giussani appunto non è così lontano come pensiamo. Non è lontano da noi solo perché nella nostra mente occupiamo 22 ore su 24 a dipingerci come i buoni della situazione. Non è lontano dalla nostra società,piena di sociopatici il cui unico scopo è ottenere un po’ di attenzione. Non è lontano da nessun tempo,perché sempre l’uomo sarà attratto dal suo istinto primordiale. Sempre l’uomo amerà la violenza e sempre la violenza si imporrà sulla cultura e sui costumi di ogni generazione. Poiché l’uomo è solo un animale avvolto in bei vestiti,Diabolik è la semplice rappresentazione dell’animale più pericoloso della giungla,di un’imprendibile,geniale,furiosa pantera dagli occhi di ghiaccio.

Salvatore Vivenzio

 

[ N.B. Questo articolo riguarda il primo Diabolik,ideato e scritto dalle sorelle Giussani. I vari personaggi si sono evoluti acquistando profondità e svariate sfaccettature con il passare del tempo. Questo studio si concentra sul Diabolik dei primi numeri e sulla sua figura tetra,cruda,fredda. Successivamente il personaggio acquisterà uno spessore diverso e il suo stimolo di vita potrà essere trovato nella voglia di escogitare delitti sempre più complessi,rubando ciò che per tutti gli altri non sarebbe possibile rubare.]

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