Saggio su Expo 2015 | Articolo versione integrale.

Expo 2015 : Ma gli androidi mangiano pecore elettriche?

L’essere umano, come infettato da una malattia, si è evoluto in modo distorto dopo i primi secoli di esistenza. Ovviamente non è giusto generalizzare, non scadrò in nessun qualunquismo : una parte della nostra razza ha conosciuto il lusso e lo ha amato. Quella stessa parte è stata conquistata dal materialismo, dall’estetismo, ha iniziato ad adorare qualunque cosa apparisse preziosa, delicata, luccicante. L’uomo ha amato il lusso e non lo ha più abbandonato, continuando a sviscerare la propria ammirazione ossessiva per le grandi opere, i magnifici gioielli, gli splendidi metalli. Rifiniture, intarsiature, colori sgargianti, pietre preziose, strutture gigantesche. Così l’uomo ama l’inutile e ne fa un vanto, così l’uomo ostenta il lusso e si crogiola nella ricchezza. Nell’Inghilterra industrializzata della metà del diciannovesimo secolo il Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, pensò bene che anche i miliardari dovevano trovare una distrazione. Tralasciando per un attimo l’ironia, l’idea del Principe era sicuramente affascinante : una volta ogni cinque anni tutte le nazioni del mondo avrebbero esposto, in un gigantesco parco costruito appositamente, opere e prodotti tipici appartenenti alla propria cultura. Un’idea multiculturalista che avrebbe abbattuto ogni diversità pur di creare un microcosmo condivisibile da chiunque, nel quale mostrarsi come nazione e come popolo. Così abbiamo la Tour Eiffel, costruita per l’Esposizione Universale di Parigi del 1889, il progetto per la Statua della Libertà e tantissime altre belle e costose chincaglierie. Oggi però abbiamo problemi diversi, possediamo una coscienza più sviluppata, dovremmo essere grandi. Quindi per l’Expo 2015 di Milano le Nazioni Unite hanno deciso di scegliere un tema che sta a cuore all’intero pianeta Terra : l’alimentazione. “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Questo è il motto sul quale è stato costruito l’Expo, ma alla base di questo evento abbiamo molto altro. Ingrediente numero uno : ipocrisia. Sì, perché come possiamo vedere negli svariati servizi riguardo la Fiera di Milano dell’ultimo mese, all’Expo viene buttato più cibo di quanto non se ne consumi. Ogni sera grossi camion vanno a ritirare quintali di cibo in sacchette per i rifiuti. Così nutriamo il pianeta, buttando cibo per il quale un bambino Africano, Thailandese, Palestinese, ucciderebbe. Allora sorge spontanea la domanda, chi stiamo nutrendo? Quale parte del pianeta stiamo nutrendo? Non è forse sempre la stessa, quella di McDonald e Coca Cola, sponsor ufficiali dell’Expo? Non sarà quella di Nestle, Ferrero, Lindt e altre decine di multinazionali che si arricchiscono e ingrassano alle spalle dei poveri ragazzi costretti a lavorare come volontari all’Expo? Non stiamo forse nutrendo chi uccide questo pianeta? Chi impedisce a quella parte del pianeta che non ha cibo di nutrirsi e di avere una normale esistenza? Continua l’ostentazione del lusso, con pranzi da centinaia e centinaia di euro, con padiglioni affittati per aperitivi da migliaia di euro, con personaggi illustri che si muovono come aironi accompagnati da escort di lusso e scorte. Ingrediente numero due : cemento. Ripetiamo insieme lo spot di Expo 2015 : “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Suona bene, però perché per realizzare Expo sono stati utilizzati 110 ettari di terreni agricoli? Alcuni di questi sono stati espropriati da contadini, che su quei terreni lavoravano. Questo vi sembra il modo di nutrire il pianeta? Sapete quanto è grande l’Expo? Si tratta di 1,7 milioni di metri quadrati di cemento. Ma io non parlo solo di cemento inteso come materiale, cerco di andare un po’ oltre. Mi sembra che all’Expo ci sia stata anche una grossa colata di cemento dell’anima, considerando che il primo giorno era maggiore il numero delle forze militari impiegate per la vigilanza che quello dei visitatori (e quindi dei biglietti venduti). A me, questi dati, danno i brividi. All’Expo, almeno il primo giorno, c’era più paura che interesse. Ingrediente numero tre : corruzione. Perché senza prenderci in giro, noi Italiani siamo i maestri delle mazzette, degli affari con la mafia, della corruzione in generale. Decine di arresti, sia a “destra” che a “sinistra” (Gianstefano Frigerio a destra, Primo Greganti a sinistra, per dirne un paio) tangenti da 40 mila euro, affari con la ‘ndrangheta (condannato l’ex senatore di Forza Italia Grillo). A tutti, in Italia, piace rubare. A tutti piace mangiare e così invece di nutrire il pianeta, nutriamo quei politicanti da quattro soldi che da venti anni ci mettono le mani in tasca senza ritegno. Ingrediente numero quattro : apparenza. Ovviamente deve apparire tutto fantastico, tutto bello, tutto tranquillo, tutto giusto, tutto normale. Allora è nella norma che nazioni come la Thailandia, l’Angola ed il Vietnam possedessero strutture a tre piani, dotate di tecnologie e display da migliaia e migliaia di euro mentre la loro gente, in patria, muore di fame. Ma all’Expo 2015 conta solo ciò che si vede e non ciò che c’è dietro, quindi siate felici e sorridenti. Spendete i vostri soldi, ballate e mangiate, senza pensare alla corruzione, alla mafia, ai contadini impoveriti, ai bambini che muoiono di fame, alle multinazionali gestite dagli uomini peggiori di questa terra a cui state regalando potere e ricchezze, poiché vi comunico una novità : non importa! Non importa a nessuno! Stiamo ostentando il lusso, guardateci, siamo così belli con i nostri vestiti di merda placcati in oro. Stiamo tutti bene. Non c’è nessun cancro che ci divora dall’interno. E se anche ci fosse, voi non guardatelo! L’Expo idealmente è un concetto fantastico : un piccolo mondo in cui abbattere tutte le barriere di provenienza, nazione, razza, colore della pelle, esaltando allo stesso tempo la propria cultura. L’Expo, idealmente, è un sogno meraviglioso di pace e giustizia in cui si sta tutti uniti a prescindere da qualsiasi cosa, cancellando tutti gli “idola” di Baconiana memoria. L’Expo è allo stesso tempo come dovrebbe essere il mondo e come è in realtà : un sogno, però marcio. Un sogno che si trasforma in un incubo. Sicuramente visitare l’Expo 2015 vi farà riflettere, poiché in quanto luogo pieno zeppo di contraddizioni non può fare a meno di essere luogo di riflessioni. Quando vi ritroverete lì, magari dopo aver letto queste parole, chiedetevi che mondo stiamo lasciando ai nostri discendenti come avrebbe fatto Hans Jonas. Cosa stiamo costruendo? Cosa diavolo stiamo combinando? Accecati da lucine e colori, da tecnologia e cemento, stiamo dimenticando e soffocando la terra sotto i nostri piedi. Stiamo diventando schiavi, esseri sottomessi a noi stessi. Creature virtuali, dalla forma e dalla mente tecnologiche. Ci stiamo dimenticando di poter vivere solo di aria, di acqua, di sole, di terra, di piante. Stiamo andando troppo oltre, abbiamo perso l’equilibrio e rischiamo di cadere. Non siamo macchine, siamo uomini, e non troveremo mai la felicità all’interno di nessun calcolo, di nessun computer, di nessun padiglione di cemento. Potremo trovare la felicità solo all’interno della nostra umanità, a patto che non perdiamo l’umanità stessa prima di riuscire a scovare la felicità. Per questo il consiglio che posso darvi, quando andrete a visitare l’Expo 2015 è di non farvi ingannare. E’ di non farvi distrarre. Proveranno a farvi credere che è ciò che luccica, ciò che è colorato, ciò che si illumina, ad essere importante. Proveranno a convincervi che va tutto bene, che nulla di ciò che c’è dietro le quinte importa. Voi non credetegli. Voi ricordatevi che siete fatti di carne ed ossa e non di codici, ferro e cemento.  La differenza tra un uomo ed una macchina è che una macchina si limita ad eseguire mentre l’uomo riflette sull’ordine che gli è stato dato. Voi dovete pensare. Voi dovete riflettere. Anche se vi diranno che non importa, anche se vi diranno di non guardare. Voi guardate. Spingete il vostro sguardo più in là. Cercate di capire dove stiamo sbagliando, solo così potremo comprendere chi stiamo nutrendo e chi dovremmo nutrire. Dobbiamo ricordare a tutti quanto schifo c’è sotto quella vernice dorata, poi starà a loro scegliere da quale parte andare, quale parte aiutare. Vi diranno di non guardare ed invece voi guarderete e se non vi piacerà neanche un po’ ciò che state guardando allora complimenti, perché siete ancora umani.

Salvatore Vivenzio

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