L’anima dell’uomo tra scienza e fede.

“L’anima dell’uomo tra scienza e fede” nasce come saggio scolastico di filosofia per affrontare il tema della nascita della scienza moderna e degli impedimenti da parte della religione. Essendo stato questo saggio/articolo molto apprezzato (e ritenendolo davvero attuale) ho deciso di proporlo sul mio blog in modo da dire la mia su uno degli argomenti più discussi della storia umana : la contesa tra scienza e fede. Alcuni documenti facevano parte della traccia obbligatoria da seguire e sono stati quindi inseriti cercando di amalgamarli con il testo. Spero di non offendere nessuno e che tutti possano apprezzare. Ovviamente : tutti i diritti sono riservati.

 

“Io,Galileo Galilei,dell’età d’anni settanta,essendo stato giudicato con cuor sincero e fede non finta,abiuro,maledico e detesto i suddetti errori e eresie e qualunque altro errore e setta contraria alla Santa Chiesa. Di mia propria mano ho sottoscritta la presente abiurazione e recitatala di parola in parola in Roma,nel convento di S.Maria Sopra Minerva.”

science

Così nacque e morì la scienza moderna,il 23 Giugno del 1633,nel Palazzo dell’Inquisizione di Roma. Galileo fu costretto ad una scelta senza appello : o le proprie idee o la propria vita. Scelse la morte delle proprie idee per aver salva la vita,ma forse Galileo sapeva che le idee non muoiono mai. Il metodo e la rivoluzione scientifica partono da Copernico,passando per Keplero. Già allora la Chiesa censurò i libri dei due scienziati,per cercare di nascondere idee e verità. Perché? Forse perché il potere della chiesa si basa sull’ignoranza,forse perché l’uomo che esce dalla caverna ha paura della luce e preferisce il buio. L’evoluzione della scienza avrebbe smontato miracoli e certezze,avrebbe messo in dubbio la Bibbia e quindi la stessa “parola di Dio”,ridicolizzando apostoli e profeti. Avrebbe portato una coscienza diversa,avrebbe smascherato la finzione,mostrando la realtà per ciò che è : un calcolo matematico. In una civiltà evoluta è difficile credere ancora oggi ad un Dio onnipotente,è difficile prendere alla lettera i racconti della Bibbia. La scienza disillude gli esseri umani e li rende più realisti. Gli uomini del Clero erano e sono legati alle proprie credenze,hanno sempre sfruttato l’ignoranza a proprio favore,illudendo e ingannando generazioni di bigotti e analfabeti. La Chiesa (proprio come la politica) non vuole un uomo sveglio,ma un uomo a cui può far credere tutto ciò che gli viene detto. Per questo la scienza risulta nemica,che rende gli uomini eccessivamente disincantati e non più pronti a prendere ogni parola per oro colato. Il Paradiso e l’Inferno,la Creazione e l’Apocalisse,con l’avvento della scienza moderna sono difficili da non classificare come barzellette. Forse la scienza avvicina l’uomo a Dio,rendendo il rapporto con la Chiesa ancor più complesso. Galileo supportò la tesi di Copernico che poneva il Sole al centro dell’Universo e non più la Terra. Con il suo metodo scientifico dimostrò tale tesi e ipotizzò che la Terra ruotasse intorno al Sole. Ciò andava contro gli insegnamenti della Bibbia (e contro quelli di Aristotele) e anche quando fosse stato comprovato,non poteva essere reale nella concezione ecclesiastica. Poiché i suoi sudditi sfruttano Dio per trarne potere,non possono vedere la Sua parola messa in dubbio,in quanto ciò li priverebbe del proprio potere. Galileo (nonostante le prove,nonostante le dimostrazioni) diviene un bugiardo,costretto a rimangiarsi la sua parola,se avesse voluto continuare a vivere. Che assurdo oltraggio all’integrità,all’onore e all’anima di un uomo costringerlo a scegliere tra l’idea (o l’ideale) e la vita. Così la Chiesa,ancora una volta,si macchiò di torture,di sangue e di orrori. Galileo,che abiurò,fu risparmiato,ma filosofi,letterati,scienziati e ecclesiasti stessi furono vittima di questa Inquisizione atta a fermare l’evoluzione del pensiero. Basti ricordarsi della statua a Campo de’ Fiori che rappresenta Giordano Bruno,frate e filosofo,bruciato come eretico nella stessa piazza. Oggi la situazione è cambiata,di sicuro la Chiesa ha perso potere,ma resta ancora salda ad alcuni precetti. Riesce ad avere voce in capitolo in questioni di importanza internazionale,in alcuni casi bloccando comunque il progresso scientifico. In alcune nazioni una madre è costretta a mettere alla vita un figlio che vivrà un’esistenza di dolori e torture,poiché malato inguaribile già dalla nascita. Una madre è costretta a relegare il figlio in una condizione di sofferenza,in un limbo di afflizione,senza scelta. In alcune nazioni una madre è costretta a morire per il bene di un embrione in formazione,senza libertà di decisione. Una donna è condannata a morte contro la propria volontà. In alcune nazioni una donna è costretta a mettere al mondo il figlio di una violenza,che probabilmente non amerà mai. “Quando una religione ha la pretesa di imporre la sua dottrina all’umanità intera, si degrada a tirannia e diventa una forma d’imperialismo.” Scrisse in uno dei suoi saggi il premio Nobel Rabindranath Tagore. Così la religione bandisce l’aborto,costringendo ad atroci pene milioni di donne. La stessa mano ferma che giudica l’aborto è totalmente contraria alla cura tramite cellule staminali,in quanto esse vengono ottenute tramite la distruzione di un embrione. Eppure esistono embrioni artificiali,creati in laboratorio,che non hanno le caratteristiche per divenire in futuro esseri umani e se anche venissero impiantati in un utero difficilmente riuscirebbero a svilupparsi. Queste creazioni non hanno pensieri o volontà,sono solo organismi in costruzione,che posseggono cellule che potrebbero invece salvare davvero delle vite umane,respiranti,viventi,pulsanti. Eppure la Chiesa è fermamente contraria a questa pratica,anche se effettuata su embrioni che teoricamente sono già morti. Intanto la cura tramite cellule staminali si sta dimostrando una risorsa miracolosa laddove è legale : la piccola Irene Martini,una bambina italiana,è stata curata alla Duke University,in North Carolina. Nata con una paralisi celebrale,le sue condizioni sono notevolmente migliorate infatti dopo due trattamenti la bambina riesce finalmente a parlare ed a muoversi,oltre a rispondere positivamente ai test. Ma d’altronde fino al 1968 la Chiesa non ammetteva nemmeno i trapianti, anzi, li vedeva come una violazione della vita, li equiparava all’omicidio. Per questo il famoso scrittore e oncologo italiano Umberto Veronesi scrive in uno dei suoi libri : “Scienza e fede non possono andare insieme, perché la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di mettere in dubbio i misteri e i dogmi”. Per questo la scienza ha dovuto faticare per nascere e svilupparsi,combattere contro l’ignoranza,contro la chiusura delle menti (di Chiesa e non). Galileo Galilei fu costretto ad abiurare,Copernico e Keplero furono censurati,Giordano Bruno fu arso vivo,ma come ho già detto,le idee non muoiono mai. “Qual è il parassita più resistente? Un’idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte.” Recita Leonardo Di Caprio nel famoso Inception di Christoper Nolan,a piena ragione. Una rivoluzione pacifica,una rivoluzione del pensiero,non può essere fermata. Da Bacone a Cartesio,da Boyle a Newton,fino ad arrivare ad Einstein e Hawking,il progresso scientifico non si è più fermato. Le idee sono state più forti di qualsiasi fuoco,combattendo per mostrare la luce,la verità. La scienza ha illuminato le nostre vite,dandoci una nuova consapevolezza. Sicuramente la religione non è l’unica medaglia ad avere una faccia da mostro. Einsten prima nel suo “L’Evoluzione della fisica” (1983) e Ekland poi in “Il migliore dei mondi possibili” (2001) ci mostrano come la scienza possa essere usata come chiave per scoprire,leggere ed interpretare il codice della natura. Eppure molto spesso l’uomo non si limita a questo,non si ferma ad una “nuova e specifica forma di comunicazione con la natura”,come scrivono Prigogine e Stengers in “La nuova alleanza” (1981),ma usa la scienza per dominare la madre terra,per impossessarsi di essa. L’uomo,con l’evoluzione della scienza,non si accontenta della comunicazione ma decide di voler comandare sulla natura. Successivamente anche la scienza (come la religione prima) diverrà arma,da usare contro gli uomini stessi. Ma questo non per colpa degli scienziati,uomini forse troppo appassionati,ingenui e fiduciosi. Einstein scoprì la formula dell’energia atomica,non inventò la bomba atomica. Furono altri,uomini politici,uomini d’affari,predatori,a trasformare la scienza in un’arma. Lo stesso Albert Einstein dopo l’utilizzo della Bomba H a Nagasaki ed Hiroshima dirà in un’intervista : “L’uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi”. Una razza “terribilmente umana” colpevole di essere più stupida di quelli che chiama animali, fallace e costretta all’errore. Anche la scienza,tra le mani dell’uomo che diviene lupo feroce,muta in arma. In un’arma che avrebbe ucciso milioni di persone. Possibile che l’uomo non sappia fare altro che uccidere? Possibile che l’atto che maggiormente si sia ripetuto nella storia umana (dall’inizio dei secoli) sia l’assassinio? Troppo spesso scelto come risposta semplice a molte problematiche. Ora bisogna chiedersi qual è l’arma più pericolosa,più terrificante,la scienza o la religione?  Nessuna delle due nasce come arma,eppure sotto l’influenza dell’uomo divengono qualcosa di spaventoso. L’uomo è davvero il mostro capace di corrompere ogni cosa? Ma qualcuno,compreso me,oltre alla scienza,all’omicidio,alle armi,alle religioni e agli estremismi,crede ancora che il mondo sia qualcosa di più,poiché insieme all’assassinio,l’atto più praticato nella storia dell’umanità è l’amore. C’è chi crede in quel “margine di imprecisione” in quel “pressappoco” di cui Koyre scrive nel suo “Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione” (1967). Io stesso credo ancora in una coscienza,in un’intelligenza,in uno spirito, in un’anima non religiosa ma umana che,come scriveva Leibniz è “specchio vivente dell’universo”. Tra la religione,secondo Marx “oppio dei popoli” e la scienza,arma tra le mani dell’uomo,credo ancora che l’animo umano sia l’unica cosa che può salvare l’esistenza dell’uomo. Che,come durante i periodi più bui e quelli più lucenti,ci sia ancora bisogno dell’immortalità delle idee,di una rivoluzione pacifica,del pensiero. E sempre ci sarà bisogno del tumulto delle idee,dello scalpitare dei pensatori,fin quando la razza umana sarà viva ella dovrà pensare. Dovrà contorcersi e ribaltarsi,in cerca di nuova linfa e di nuove idee,difendendo le vecchie. Dovrà combattere per la libertà e per quell’anima,che tra uomo e stato,tra religione e scienza,non deve morire mai.

 

Salvatore Vivenzio

 

 

Scaletta : Abiura di Galileo Galilei.

Tagore sulla religione.

Irene Martini e la cura con cellule staminali.

Veronesi sul rapporto tra fede e scienza.

Nolan sulle idee da Inception.

“L’evoluzione della fisica” di Einstein e Infeld.

“Il migliore dei mondi possibili” di Ekland.

“La nuova alleanza” di Prigogine e Stengers.

Einstein sulla Bomba H.

“Dal mondo del pressappoco” di Koyre.

Leibneiz sull’anima.

Marx sulla religione.

Annunci

Diritti riservati.

Questo non è un articolo. E’ solo per ricordare a tutti,provvisti e sprovveduti,che la totalità di ciò che viene condiviso su questo blog ha dei diritti riservati (che ovviamente sono miei). Ogni copia,imitazione,utilizzo non concesso,è da considerarsi un reato perseguibile dalla legge. Non sono così presuntuoso da pensare che qualcuno voglia copiare la robaccia che scrivo,ma di stupidi ce ne sono,quindi meglio ribadirlo. La maggior parte delle immagini che utilizzo sono prese dal web a scopo puramente illustrativo,quindi i diritti rimangono dei legittimi proprietari (che potranno chiedermi di toglierle se per loro è un disturbo) e non sono intaccati. Solo questo,buon proseguimento.

Salvatore Vivenzio

Il peso dell’arte in Italia.

L’altro giorno mi stavo chiedendo : qual è il peso dell’arte in Italiana? La risposta sarebbe un numero molto basso,sicuramente. Nell’ultimo periodo,nonostante l’orgoglio che mi caratterizza,avevo deciso di cercare qualche pagina (o blog) per sponsorizzare un po’ ciò che scrivo,ma anche per rispondere alla domanda che mi affliggeva. Ci sono varie pagine Facebook che si occupano di aforismi,di letteratura,di recensioni,quindi ho fatto un giro,ho scelto le più serie,quelle che ritenevo più adatte e ho cercato di spiegargli un po’ la mia situazione. La reazione è stata incredibile : più le pagine si spacciavano per salvatori/salvatrici e paladini dell’arte,più erano restii a dare una mano. “Noi non condividiamo articoli”,”noi non facciamo pubblicità”,”mi dispiace ma non ci interessa”,”non siamo un concorso di poesia” e chi più ne ha più ne metta,vi ho risparmiato le più volgari. Molti hanno direttamente evitato di rispondermi. Cosa era stato chiesto a tali paladini? Semplicemente di leggere qualche articolo scritto da me e,se li avessero ritenuti interessanti, di condividerne uno ogni tanto,nulla di eccessivamente complesso,screditante,assurdo o disonorevole. Quindi l’Italia,ancor più sui social network,si riconferma il paese dell’apparenza più che della sostanza. Paese delle pagine strappa like,paese in cui i commenti sono tutto,paese in cui l’importante è far parlare di se. Prima l’involucro e poi la sostanza. Quindi i paladini della cultura e dell’arte,i condivisori irrefrenabili di frasi che spaziano da Tolstoj a Hemingway,da Kafka a Kerouac si sono dimostrati solo fumo,incapaci di comprendere l’importanza di supportare giovani appassionati che tentano in qualche modo di fare quanto più di simile all’arte gli riesca. Non sarebbe ogni tanto meglio condividere una frase di un giovane esordiente italiano invece del solito Bukowski? Non sarebbe meglio postare un articolo di un piccolo ma meritevole blog che il solito preconfezionato dall’intelletualoide presunto critico di turno? Così si salva l’arte,supportando chi ancora prova a farla. Chi ci crede e chi la ama. Non postando quadri di Dalì e frasi di Leopardi. O meglio,anche in questo modo,ma ogni tanto bisognerebbe rivolgersi a chi ancora prova a creare il suo percorso e non a chi l’ha tracciato da tempo. I giovani che tentano la via dell’arte in questo paese sono ostacolati da mille peripezie,per questo l’incapacità di darsi una mano,di collaborare,di aiutarsi,rischia di far crollare ancor più nel baratro le speranze di molti di noi. Basterebbe stringersi un po’ tra simili,una condivisione,un aiuto. Oppure,per quanto potremo sopravvivere,noi bestie in estinzione?

Volevo però anche dire che ho trovato molto più spazio e disponibilità su blog letterari che hanno accettato volentieri di segnalare il mio romanzo,qualcuno proponendosi anche di recensirlo o di farsi sentire per un’intervista. I blog di solito li condivido un po’ su tutti i miei canali social,mentre in questo caso vorrei riportare i link delle uniche due pagine che hanno accettato di collaborare con me (probabilmente scriverò anche qualcosa per una terza) che sono Quaderni dall’Inferno : https://www.facebook.com/QuaderniDallInferno e Il Club del libro,leggere per vivere : https://www.facebook.com/pages/Il-Club-del-Libro-leggere-per-vivere/442336809144483. Ringrazio le pagine e vi consiglio di seguirle poichè oltre a condividere riescono a postare anche ottimi contenuti. Per finire,spero che qualcuno ascolti i miei consigli. Se non vogliamo estinguerci,ci tocca stringerci un po’.

Ah,è partito il Blogtour di Awake,il mio secondo romanzo. Magari gli date un’occhiata (c’è la possibilità di vincere una copia gratuita del romanzo) : https://www.facebook.com/events/497127963761099/permalink/498670506940178/

Salvatore Vivenzio

 

 

La violenza nei media : Diabolik e il cinema (Arancia Meccanica; Videodrome).

Partiamo dal presupposto che questo è un articolo troppo serio per un’introduzione. In edicola da martedì 22 luglio con la Gazzetta dello Sport sarà possibile acquistare la nuova collana “Diabolik Nero su Nero”. Diabolik nacque da un’idea di Angela Giussani che volle creare un prodotto per gli abituali viaggiatori in treno. Dopo un’attenta indagine di mercato Angela capì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli e decise di cimentarsi nel genere con delle storie a fumetti che fosse possibile leggere durante il tragitto. Il primo numero uscì il primo Novembre del 1962 con il titolo di “Il Re del Terrore”,prodotto dall’Astorina. Questa nuova proposta della Gazzetta vuole valorizzare opere che si legano alla cronaca nera. Ed io ne ho preso spunto per rileggere alcuni vecchi volumi che posseggo (a partire da una ristampa del primo numero). Dopo aver letto una decina di numeri ho iniziato a chiedermi chi fosse Diabolik. Certo,anche nella serie attuale le provenienze originali del Genio del Crimine non sono ben spiegate. Sappiamo che si tratta di un orfanello naufragato su di un’isola abitata da svariati criminali. Ma non parlavo di questo. Mi stavo interrogando sulla personalità dell’uomo dagli occhi di giaccio. Per i lettori (come me) dell’ultima ora Diabolik apparirà come un efferato criminale,un semplice malvivente dal cuore di pietra capace di sfruttare il proprio genio per mettere a segno mirabolanti colpi. Diabolik è geniale,violento,glaciale,brutale e disposto a tutto per raggiungere il suo apparente obbiettivo : i soldi. Eppure,dopo un primo studio del personaggio,io ho maturato un’altra idea. Nove anni più tardi,nel 1971,uscirà al cinema un indiscusso capolavoro. Grazie al genio del regista Stanley Kubrick prende vita sul grande schermo un’interessante distopia di  Anthony Burgess : lo psicopatico e ultraviolento Arancia Meccanica.

arancia

Cosa diavolo c’entra con Diabolik? Arancia Meccanica racconta le gesta del famigerato Alex DeLarge,giovane benestante annoiato dalla monotonia della propria vita. La copertina del film recita “Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l’ultraviolenza e Beethoven”. Infatti Alex se ne va in giro per la propria città a pestare barboni e molestare signore,tra risse e stupefacenti,con i suoi scagnozzi rinominati “drughi”. Arancia Meccanica rappresenta la decadenza della gioventù quanto dell’intera società odierna,la caduta alla quale la razza umana è destinata. Perché Alex picchia vecchietti e molesta signore? Per il gusto di farlo. E’ molto semplice. Lui prova piacere,gode,nel fare del male agli altri. Lo fa sentire vivo. Diverso. E’ l’unica cosa ad attrarlo oltre alla musica classica. La violenza lo ravviva,lo attira,come una luce farebbe con una falena. E’ qualcosa di nuovo,che abbatte gli schemi,supera i limiti. Qualcosa che impegna il fisico e la mente. Un atto sbagliato e malato che per il giovane Alex è quanto di più vicino ci sia all’amore,poiché esegue entrambe le cose con eccessiva passione. Ora lasciatemi fare un’altra citazione cinematografica,poi collegherò il tutto : Nel 1983 esce in tutti i cinema Videodrome del cineasta David Cronemberg. Il film narra di Max Renner,proprietario di un piccolo canale televisivo che manda in onda solo programmi incentrati sul sesso e sulla violenza. Perché? Perché secondo Max questi due concetti attraggono passionalmente gli uomini,riportandoli al loro stato primordiale. La violenza ed il sesso spingono l’uomo verso il suo lato selvaggio,animale. Sfruttano l’istinto per attrarre l’uomo,proprio come Alex era attratto dalla sua tanto amata ultraviolenza. Quindi Max trasmette programmi di sesso e violenza per attirare maggiore pubblico. E non era forse ciò che voleva fare lo staff di Kubrick portando quella frase sulla locandina del film? Quando gli uomini avrebbero letto “stupro” e “ultraviolenza” non sarebbero tutti corsi al cinema? Infatti Arancia Meccanica fece incredibile scalpore,ogni giornale ed ogni telegiornale spese più di un servizio per il film. Spesso non comprendendo che l’opera di Kubrick era una critica sociale e non un invito. Era la visionaria prospettiva di un terribile futuro che avanzava. Eppure queste opere influenzarono terribilmente la cultura ed i costumi che li succedettero. Successivamente all’uscita del film molti giovani provarono ad imitare le gesta della banda di Alex. Numerosi articoli di cronaca nera riportavano collegamenti ad Arancia Meccanica,in qualunque parte del mondo.

diabolik

Torniamo al nostro Genio del Crimine,il temibile Diabolik. Quella dello staff di Arancia Meccanica non fu anche la stessa scelta delle sorelle Giussani? Un terribile antieroe con un costume scuro,che uccide in modo cruento,spesso evitando armi da fuoco. Preferisce accoltellare le sue vittime,per osservare il sangue che sgorga. Un ladro e un assassino. Sui primi numeri di Diabolik potremo leggere la scritta “Il fumetto del brivido”. Sulla copertina di “Il Re del Terrore”, appaiono gli occhi di ghiaccio e la maschera nera del nostro tetro killer,dietro alla raffigurazione di una donna che urla,terrorizzata. Diabolik,già il solo nome vuole spaventare. Vuole rappresentare qualcosa di fondamentalmente sbagliato. Spaventoso. Tetro. Ed è proprio questo che manca al mondo dei fumetti. Abbiamo Tex,abbiamo Superman,abbiamo Captain America. Ma non abbiamo la loro controparte. Non abbiamo un nemico. Non era mai esistito prima un fumetto in cui il protagonista fosse allo stesso tempo il cattivo. Le sorelle Giussani lo sanno. Proprio come Max Renner venti anni dopo,sanno che la violenza attirerà i lettori.E qui si conclude il mio studio del personaggio. Per me,il primo Diabolik (quello delle Giussani,appunto) è semplicemente l’antenato di Alex DeLarge. Un antenato più cupo. Più malvagio,se vogliamo. Ma la sua vita è dedicata agli assurdi colpi che escogita. Secondo il mio punto di vista lo scopo di Diabolik non sono i soldi. Lui vuole solo essere il “Genio del Male”. Vuole solo apparire come la progenie del demonio. Diabolik vuole fare del male. Vuole mettere in atto i suoi colpi impensabili,dimostrando di essere un imprendibile genio.  Vuole creare scompiglio nelle vite degli altri,sfruttare delle povere donne,vuole uccidere e rubare per il gusto di farlo. Vuole essere il migliore. Superiore alla sua nemesi in tutto e per tutto. Spesso Diabolik è scappato sotto il naso dell’ispettore Ginko,e proprio in quelle occasioni i suoi occhi di ghiaccio sono apparsi più vivi che mai.  Proprio per questo gusto adrenalinico il personaggio creato dalle Giussani appunto non è così lontano come pensiamo. Non è lontano da noi solo perché nella nostra mente occupiamo 22 ore su 24 a dipingerci come i buoni della situazione. Non è lontano dalla nostra società,piena di sociopatici il cui unico scopo è ottenere un po’ di attenzione. Non è lontano da nessun tempo,perché sempre l’uomo sarà attratto dal suo istinto primordiale. Sempre l’uomo amerà la violenza e sempre la violenza si imporrà sulla cultura e sui costumi di ogni generazione. Poiché l’uomo è solo un animale avvolto in bei vestiti,Diabolik è la semplice rappresentazione dell’animale più pericoloso della giungla,di un’imprendibile,geniale,furiosa pantera dagli occhi di ghiaccio.

Salvatore Vivenzio

 

[ N.B. Questo articolo riguarda il primo Diabolik,ideato e scritto dalle sorelle Giussani. I vari personaggi si sono evoluti acquistando profondità e svariate sfaccettature con il passare del tempo. Questo studio si concentra sul Diabolik dei primi numeri e sulla sua figura tetra,cruda,fredda. Successivamente il personaggio acquisterà uno spessore diverso e il suo stimolo di vita potrà essere trovato nella voglia di escogitare delitti sempre più complessi,rubando ciò che per tutti gli altri non sarebbe possibile rubare.]

Scheda : Awake di Salvatore Vivenzio.

Titolo : Awake

Autore : Salvatore Vivenzio

Casa Editrice : Genesis Publishing

ISBN Kindle: 978-88-98769-51-3

ISBN ePub: 978-88-98769-52-0

Pagine : 50

Prezzo : 1,99 €

Anno : 2014

Link Amazon per l’acquisto (formato Kindle) : http://www.amazon.it/Awake-InProsa-Salvatore-Vivenzio-ebook/dp/B00P8F7Z9Q/ref=sr_1_1_twi_1?s=books&ie=UTF8&qid=1415184523&sr=1-1&keywords=awake

Link Rizzoli per l’acquisto (formato Epub e Pdf) : http://libreriarizzoli.corriere.it/Awake/0WusEWcVmLUAAAFJTtsJ8n5T/pc?CatalogCategoryID=x_esEWcWR5oAAAErWbkdhq_J&Root=eBook

Booktrailer : https://www.youtube.com/watch?v=Fxlbl4qFxTY

Per maggiori informazioni : http://www.thegenesispublishing.com/#!awake/cwgp

Trama : John Flashword, reduce da un’intricata esperienza di vita, decide di raccontare la sua breve e affascinante storia: un’esistenza andata in frantumi la sua, che vede crollare dinanzi a sé qualsiasi progetto e aspettativa. Sarebbe voluto essere un grande regista, uno scrittore di fama internazionale, persino un pittore e invece si ritrova impiegato, con un misero salario, seduto per ore con lo sguardo fisso dinanzi a un computer.Tutte le aspirazioni di quel bambino che aveva affrontato troppo per la sua età: il bullismo, l’assenza di veri amici, l’essere eclissato da un fratello brillante, un padre solito al gioco d’azzardo e al consumo di alcool, sono state disilluse; ed è proprio l’alcool uno dei protagonisti: “il sedativo per lenire il dolore, la tossina per annientare se stessi”, il veleno che accompagna John nel corso di tutta la sua avventura.È forte il legame fra le due parti in cui è frammentato il suo animo cioè la facciata esterna dell’uomo che assapora le gioie della vita, privo di preoccupazioni e l’animo interiore, in continua lotta con se stesso, con quell’uomo con la cicatrice che lo opprime e lo penetra con i suoi occhi vacui. La sua mente è la sua prigione, il suo aguzzino le sue catene. A niente valgono i tentativi di evasione, nessuno è disposto a tirarlo fuori, né Morte, né Amore.In un contesto di degrado, un paese senza dèi che non si occupano dei suoi figli, lasciandoli alla smania della loro caotica umanità, si svolgono gli assurdi eventi.Così si trascina l’esistenza del protagonista, sospesa sul baratro della follia, in una continua sopravvivenza, alla ricerca disperata di una dimora dove porre fine al suo estenuate viaggio. Prima della decisione finale, prima di scegliere la soluzione, l’unica. Ma senza alcuna certezza sul suo finale.